11 Settembre 2001

Un giorno che è passato alla storia, un giorno che ha segnato tutti noi americani e non. Tutti noi ricordiamo esattamente cosa stavamo facendo. Io all’epoca andavo al liceo e quel pomeriggio con un gruppo di amiche andammo al cinema a vedere “Save the last dance” e tornata a casa tutti i tg trasmettevano immagini tanto irreali da sembrare prese direttamente da un film ricco di effetti speciali, ma così non era…

Da quel giorno sono passati anni, 18 per essere precisi, siamo stati a New York 4 volte e ogni volte e ogni volta una tappa fissa del nostro tour è Ground Zero. Ogni volta l’emozione è forte, vedere tutti i nomi delle vittime incise sulle lapidi delle fontane costruite lì dove un tempo c’erano le due torri e l’acqua che scompare al centro, inghiottita dal grande buco nero centrale; ogni volta è difficile tenere a bada le lacrime che, incontrollate, arrivano agli occhi. Tutto sembra irreale.

Purtroppo oltre alle forti emozioni che le fontane riportano alla mente e alle immagini di quel tragico giorno, in me si fa vivo sempre un grande sdegno davanti alla moltitudine di turisti che con un bel sorriso si fanno un selfie o una bella foto in posa “acchiappa like”. Davvero i social network ci hanno reso così cinici da passare sopra anche ad una strage simile? Davvero si va in un luogo del genere solo per dire “ci sono stato” e immortalare il momento?

New York è piena di luoghi magici e location da sogno per fare foto e selfie perché proprio qui? Lo trovo estremamente irrispettoso per vittime e familiari, ma questo purtroppo è solo il mi pensiero!

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